Il blog di Bellacopia.com, il servizio italiano online di stesura e revisione testi
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Ogni volta che accendiamo il computer ci ritroviamo inevitabilmente a eseguire sempre le stesse operazioni. La maggior parte di noi controlla la posta, i siti preferiti, il conto corrente, l'agenda e così via.
Tutto questo lavorìo ci impegna per almeno mezzora, ed ogni volta siamo costretti ad avviare gli stessi programmi, selezionare gli stessi account e le stesse funzioni, premere gli stessi pulsanti, aprire le stesse finestre, scorrere le stesse pagine.
Tutto sempre uguale: almeno un centinaio di comandi, dati ogni volta nella stessa desolante sequenza. Ti prego Bill, fai qualcosa.
Al mondo ci sono solo "10" categorie di persone: quelle che conoscono il codice binario e quelle che non lo conoscono.
Ricordo bene il mio primo giorno di lavoro: il mio capo si chiamava Bill ed era un simpatico scozzese felicemente trapiantato sulla via Emilia.
Nei nostri uffici non c'era neanche l'ombra di un computer, e così pure negli uffici accanto. A dire il vero non c'era un computer in tutto lo stabilimento. Eppure là dentro lavoravano più di mille persone.
Correva l'anno 1980, e tutte quelle scrivanie mi sembrano oggi, nel ricordo, stranamente sgombre.
Due aziende e tre anni più tardi, però, mi trovai nel posto giusto al momento giusto: ero appena approdato in Olivetti quando fecero la loro comparsa i primi personal computer.
Il primo PC su cui misi le mani aveva il monitor monocromatico, una RAM da 128 kB, due floppy disk da cinque pollici, e non c'era il disco fisso!
Per di più ci sembrava del tutto normale che quei computer lavorassero ognuno per proprio conto, come tante macchine per scrivere.
Solo qualche anno dopo, i più tecnologici di noi cominciarono a usare i modem per connettersi tra loro e consultare le mitiche e ormai scomparse BBS, le bacheche elettroniche, ognuna col suo numero di telefono.
Internet era ancora di là da venire!