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martedì, 17 ottobre 2006
BancoPosta è online... ma solo part-time

Lo sapevate che i gestori di BancoPostaonline ogni sera chiudono bottega per riaprire solo la mattina dopo? Non vi sembra paradossale?

Voi vi collegate per fare un bonifico, controllare il conto, pagare un bollettino, e invece trovate un messaggio che vi dice di tornare domattina. Domattina? Ma siamo su internet. Qui non c'è sera o mattina, si deve poter entrare quando si ha il tempo e il modo di farlo.

Avremo almeno il diritto di decidere quando sbrigare il lavoro che altrimenti dovrebbe fare un addetto allo sportello.

Tempo e lavoro che, ricordiamolo, non ci vengono riconosciuti.
Anzi, si continuano a pagare spese e commissioni come se niente fosse.

Sul sito delle Poste, alla pagina Orari e costi, leggiamo: 

"I servizi di BancoPostaonline sono a tua disposizione tutti i giorni anche oltre il normale orario di apertura degli uffici postali"

(l'apoteosi del bicchiere mezzo pieno)

Postato da: Bellacopia a 00:36 | link | commenti
internet

venerdì, 07 luglio 2006
GPRS, EDGE, UMTS: occhio alle offerte

[Lettera ai giornali]

Caro direttore, sono uno dei tanti forzati del computer che hanno ormai l'abitudine o la necessità di collegarsi spesso a Internet per scaricare la posta e aggiornare il proprio sito.

Naturalmente coltivo questo vizio anche in villeggiatura, specie da quando la tecnologia offre una quantità di connessioni mobili. Oggi con un pc portatile e un telefono cellulare ci si può collegare dappertutto, anche da una barca in mezzo al mare. Io non mi spingo così lontano, ma il terrazzo di casa o il giardino dell'albergo mi sembrano già una conquista epocale.

I miracoli tecnologici, però, presentano spesso un rovescio della medaglia. In questo caso il lato oscuro è rappresentato dalle tariffe che i gestori telefonici applicano a questo genere di servizi.

La tariffa normale è a volume di traffico ed il prezzo medio è di circa mezzo centesimo di euro (10 lire) per ogni kilobyte di dati, ovvero 5 € per megabyte, 5000 € per ogni gigabyte!

Se pensiamo che una semplice pagina web pesa circa 50 KB, scaricarla costa allora 25 centesimi (500 lire), un'email da 200 KB costa un euro, una foto di buona qualità (almeno 500 KB) quasi tre euro.

Come ho avuto modo di sperimentare, l'utilizzo di una connessione di questo tipo viene a costare circa un euro al minuto: un prezzo altissimo, anche per il più prodigo dei villeggianti.

Ma allora perché i nostri operatori continuano a proporre queste tariffe, quando sanno benissimo che non troveranno nessuno disposto a pagarle?

Tutto ciò appare ancora più singolare se pensiamo che gli stessi gestori offrono forme di abbonamento mensile a prezzi sensibilmente più bassi e senz'altro abbordabili.

Oggi, per esempio, con 25 euro si possono acquistare 10 GB di traffico (10 milioni di KB), da utilizzare nell'arco di un mese, ad un prezzo che arriva ad essere 2000 (dico DUEMILA) volte inferiore rispetto a quello di listino!

Perché un divario così ampio?

Se le scrivo, direttore, è perché penso di aver scoperto, a mie spese, uno dei motivi che inducono i gestori a gonfiare in modo così anomalo le tariffe delle connessioni Internet per palmari e cellulari.

L'utente che sottoscrive un abbonamento di questo tipo e che poi, per qualche motivo, si trova a navigare inavvertitamente in una fascia oraria non coperta dalla promozione, oppure dopo la scadenza stessa del contratto, rischia di vedersi addebitare in pochi minuti cifre da capogiro, che vanificano così tutto il risparmio dell'offerta.

Io, per esempio, mi sono accorto dell'errore dopo appena mezz'ora, quando però se n'erano già andati più di trenta euro! E per fortuna la mia scheda telefonica era prepagata, con un credito comunque limitato, ma se fossi stato un normale abbonato e mi fossi accorto del disguido dopo una settimana, mi sarei visto arrivare una bolletta con un migliaio di euro da pagare.

Ecco forse svelato il motivo di tanto divario nelle tariffe. Viene da pensare che l'unico prezzo realistico sia quello delle promozioni, e che il prezzo di listino sia una bufala, una trappola in cui far cadere e imbufalire l'utente.

Postato da: Bellacopia a 15:14 | link | commenti
internet

lunedì, 19 giugno 2006
LA SFIDA

In un futuro prossimo, Internet potrebbe consentirci di lavorare nei luoghi che riterremo più opportuni. Potremo guardare il mare, i monti, i nostri cari o qualunque altro orizzonte ciascuno di noi preferisca.

Io credo in questa eventualità. Ci sarà spazio per nuove professioni e per ripensare il modo di svolgere la propria.

In certi ambiti cambierà la gestione del potere, non più basata sulla riservatezza e la segretezza delle informazioni ma sulla loro condivisione e disponibilità.
 
Ci saranno buone opportunità per chi saprà prefigurarsi nuovi modi per attirare i navigatori della rete. Nasceranno nuove tipologie di servizi. Sarà poi il mercato, come sempre, a scremare l'offerta e a lasciare sul campo solo ciò che serve.

Penso si tratti di una delle sfide più intriganti di quest'inizio di millennio. E come tanti altri concorrenti anch'io mi sto preparando, perché vorrei esserci quando tutto questo accadrà.

Postato da: Bellacopia a 13:35 | link | commenti
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